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Rielaborazioni

Innamorarsi senza vedere

di Denni Romoli

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La Rita, donna immaginata per 40 lunghi anni, amata senza essere vista, posseduta da colori e tela, nobilitata e sconosciuta. Guido Boni, illustre ospite del refettorio mentale della Tinaia, in Firenze.
Qui si può trovare qualcosa delle immagini, del sentire degli ospiti di questo refettorio. Mai tanto distaccato da quello che noi chiamiamo intellettualismo. Orribile, deprecabile trasfigurazione dello sviluppo umano, ritenere che il nostro pensiero possa sopravanzare e distaccare ciò che sentiamo, nostro e tuo, suo, altro.
Guido Boni, alias ognuno di noi. Di quanto vediamo e pensiamo, tanta parte ricade nell’immaginario, nella psicosi dell’innamoramento, quanto mai lontano dal vedere.
C’è un bel libro, Inno alla durata, di Handke.
E Opinioni di un clown, di Boll. “Che cosa vuoi, in conclusione'”. “Te”, risposi, e non so se vi sia qualcosa di più bello da dire a una donna.
Vedere, davvero, ciò che abbiamo davanti, l’altro che si frappone e condanna le nostre aspettative, fortunatamente, e ci riporta una dimensione diversa. Diverso, altro, sconosciuto, conoscibile.
Si legge il tuo blog e non si conosce davvero chi si pone come interlocutore, per quanto portatore di parole, sentiti, esperienze. Senza un volto, come Rita, immaginata e vissuta come parte di sé. Persona senza un volto. E questo lascia spazio al vedersi internamente: “chi sei?” diventa “chi sono?”.
E questa, probabilmente, è una delle cose più dolci e profonde della vita.

Perdona il delirio, questa sera un tasso alcolico leggermente superiore allo smaltimento concesso dal mio beneamato fegato.

1 risposta su “Innamorarsi senza vedere”

Opinioni di un clown è semplicemente uno (o forse Il) dei libri più belli che io abbia mai letto.
A parte ciò sì, forse è proprio questa la facilità, la felicità, dello scrivere ad una persona senza volto.

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