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Cinema

Marie Antoinette

di W.E.

Le poltrone – se così vogliamo chiamarle – del cinema sono maledettamente scomode, ciononostante non bastano a indispettirmi. Perché il tanto chiacchierato film di Sofia Coppola mi piace.
Lontani dalla filologia e dalla veridicità storica (la regista ammette che non era suo interesse e si vede), le scene, i costumi, la musica costruiscono il mondo regale e solitario della giovanissima Kirsten Dunst-Maria Antonietta. La comparsa di un paio di converse tra le scarpe pastello, la figlia della regina che parla improvvisamente francese riferendosi a un fiore, il rock sfrenato sotto brindisi a champagne, l’altissima e infinita pasticceria sono solo alcuni dei dettagli che creano quell’atmosfera volatile che caratterizza i film di Sofia Coppola. Niente di particolarmente serio o pensoso, ma tutto volto a raccontare ambienti, situazioni e sensazioni.
C’è sempre quel qualcosa che passa.

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