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Cinema

Valzer con Bashir

di W.E.

Finalmente vedo Valzer con Bashir, dopo averne sentito parlare a lungo. Ari Folman, regista israeliano, è testimone nell’82 del massacro di Sabra a Shatila. In quell’anno ha soli 19 anni e fa parte dell’esercito israeliano di stanza in Libano. Da questa esperienza prende spunto il suo film d’animazione, in cui egli stesso è protagonista alla ricerca del suo passato di giovane soldato, di cui non ricorda nulla. Per riportare alla memoria ciò che è stato rimosso intervista amici e conoscenti che in quegli anni hanno condiviso con lui l’orrore della guerra.
La scelta di usare l’animazione, e la modalità progressiva delle scoperte di Folman attraverso una forme di narrazione onirica (la maggior parte dei ricordi si riaffaccia attraverso sogni da decifrare), danno al film un’aria sospesa e malinconica, in cui irrompono con violenza i fatti realmente accaduti in Libano in quegli anni. Paradossalmente, il disegno rende gli eventi quasi più reali di come potrebbe fare una finzione cinematografica tradizionale, e nel contempo – improvvisamente – le immagini e i video di repertorio sul massacro dell’intero campo profughi di Sabra e Shatila spezzano definitivamente l’oblio del sogno e del tratto figurato: l’uomo è davvero capace di fare quello che ha fatto. Tutto è reale, realmente accaduto.
I riferimenti alle responsabilità dell’eccidio sono laterali, quasi ininfluenti: l’orrore è tale che la colpa e il peso (ma anche il dovere) della memoria diventano collettive e coinvolgono l’intera umanità.

Fast-wiki:
Il 16 settembre 1982, a seguito dell’assassinio del neo eletto presidente Bashir Gemayel, le milizie cristiano-falangiste entrarono a Sabra e Shatila e uccisero centinaia di civili (la stima, che non è mai stata accertata, va dai 460 ai 3500 morti a seconda della fonte) sotto gli occhi delle forze israeliane appostate ai confini dei campi.
Nonostante Elie Hobeika sia stato identificato come mandante del massacro, sembrano evidenti le responsabilità e l’implicazione di Ariel Sharon, allora ministro della giustizia, e di altri vertici politici internazionali – come lo stesso Elie Hobeika minacciava di rivelare di fronte alla Corte di Cassazione belga prima di essere assassinato nel 2002. La Corte di Cassazione aveva aperto nel 2001 il processo su Sabra e Shatila in base alla legge del 1993 che assegna competenza universale ai tribunali belgi per i crimini di guerra e contro l’umanità. Ma a causa delle pressioni internazionali dovute alle opposizioni di vari governi ad incriminare i propri leader, il parlamento belga rivide la legge riducendo di fatto l’universalità della competenza. La Corte di Cassazione del Belgio archiviò così le posizioni di Sharon e di altri politici mondiali.

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