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Cotidie

Serenate

di W.E.

In una notte in cui ho già difficoltà a prendere sonno, un rumore persistente e vicino mi impedisce di dormire. Sembrerebbe sul tetto, qualche animale che gratta, ma poi no, è ancora più vicino, sembra quasi dentro la stanza, ed è sicuramente un animale che si muove.
Non riesco a capire da dove viene esattamente, poi mi alzo e apro le scuri. Grazie a Dio la finestra è chiusa, perché appeso alla mia persiana semiaperta c’è un topo.
Per niente piccolo. Un topo grigio di considerevoli dimensioni.
Continua a grattare tra persiana e finestra, che non posso aprire per cacciarlo perché potrebbe entrare con facilità.
Il rumore mi rode gli occhi. Decido di provare a farlo sparire.
Mi avvicino alla finestra con in mano un bastone. Riapro la scure.
Ora sono quattro.
Che bella serenata. Li mollo.
Vado in soggiorno, dove incontro una delle mie compagne di casa sveglia a causa di un brutto incubo.
Prendiamo visione insieme dei miei ospiti in movimento sul davanzale. Ci fumiamo una sigaretta buttando là qualche ipotesi sulle prossime visite notturne. Un cinghiale che entra bello bello direttamente dalla porta? No, perché tanto per non farci mancare niente, la casa da qualche giorno è invasa dalle pulci che hanno creato il loro microsistema abitativo sul mio gatto.
Ce la ritentiamo. Torniamo a letto.
Il rumore persiste ma ormai l’idea assurda che possano riuscire ad aprire la finestra è passata, anche grazie alle Fiabe Italiane di Calvino i cui personaggi sono ben più originali di quattro topi sul davanzale.
Piano piano desistono e io, con Gas Gas nella mente, crollo.

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