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Cotidie

Serenate

di W.E.

In una notte in cui ho già difficoltà a prendere sonno, un rumore persistente e vicino mi impedisce di dormire. Sembrerebbe sul tetto, qualche animale che gratta, ma poi no, è ancora più vicino, sembra quasi dentro la stanza, ed è sicuramente un animale che si muove. Non riesco a capire da dove viene esattamente, […]

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Cotidie

Candele e orecchiette

di W.E.

È una sera dolce. Qualche candela, un cane spaventato dai gatti si aggira chiedendo cibo, poche persone attorno ad un tavolo, chiacchiere soavi e placide alla fine di una domenica piena, orecchiette col cacioricotta e primitivo. Dentro Ella Fitzgerald canta con garbo, quasi a cullare questa serata, dove è tutto sorriso e lentezza, nel luglio […]

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Cotidie

Il sacro – Postilla

di W.E.

Dimenticavo (dispiacendomene): il sacro è soprattutto nel letto che a distanza di pochi, pochissimi minuti, come ogni giorno, mi accoglierà.

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Cotidie

Il sacro

di W.E.

Sulle note di “I’m a material girl”, scelta dall’addetta della serata per il lavaggio dei piatti (maiale briaco e patate), dopo una lunga giornata, dopo una lunga conversazione sull’appartenenza o meno al cristianesimo o meglio, al pensiero cristiano, dopo tutto quello che arriva sui miei capelli bianchi, confusi dall’umidità, dopo aver acceso il computer nell’ordine: […]

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Cotidie

Panna sotto e sopra

di W.E.

Ma non siete abituati anche voi a prendere il cono con panna sotto e sopra e in mezzo gli altri gusti? I gelatai di oggi mi guardano strabuzzando gli occhi. Forse è perché non sanno bene se farmi pagare la panna il doppio. Il gelato da 500 lire mi sembra preistoria. Forse lo è.

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Cotidie

In cammino

di W.E.

Come abbiamo già notato diverse volte, il tempo (s)corre. Le persone, gli animali e le cose sembrano battere i colpi che segnano il passo. Rivedere vecchi amici dopo lunghi mesi fa effetto, soprattutto se i loro figli sono alti il doppio e hanno cambiato faccia. Passando la serata a conversare con bambine dai 4 ai […]

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Identità digitale

di W.E.

Il nuovo ufficio anagrafe, che non sta più al Comune, è una stanza con una porta a vetri e sei o forse otto moduli numerati composti di pareti senza soffitto e tenda all’entrata. All’ingresso ti accoglie una signora scura in viso (forse perché è sabato mattina) e un po’ annoiata, che controlla quale cabina è […]